Calcio, inchiesta Napoli partita da contratti Lavezzi e Chavez

Calcio, inchiesta Napoli partita da contratti Lavezzi e Chavez

Tra i 64 indagati in un'inchiesta della Procura di Napoli ci sono massimi dirigenti, calciatori e procuratori di serie A e B: l'ad del Milan Adriano Galliani, il numero uno della società partenopea Aurelio De Laurentiis, il presidente della Lazio Claudio Lotito, l'ex presidente e ad della Juventus Jean Claude Blanc. Indagati anche calciatori ed ex calciatori, tra cui gli ex azzurri Lavezzi, Fideleff, Chavez, Jankulovski e Calaiò e poi Hernan Crespo, Diego Milito e Gabriel Paletta. Mazzoni replicava affermando che il conto, già aperto con la Hsbc, era stato chiuso e che si stava muovendo per aprirne un altro.

DIRIGENTI - Antonio e Luca Percassi, Claudio Garzelli, Giorgio Perinetti, Luigi Corioni, Gianluca Nani, Sergio Gasparin, Pietro Lomonaco, Igor Campedelli, Maurizio Zamparini, Rino Foschi, Daniele Sebastiani, Andrea Della Valle, Pantaleo Corvino, Alessandro Zarbano, Enrico Preziosi, Luciano Cafaro, Jean Claude Blanc, Alessio Secco, Claudio Lotito, Marco Moschini, Renato Cipollini, Aldo Spinelli, Adriano Galliani, Aurelio De Laurentiis, Tommaso Ghirardi, Pietro Leonardi, Pasquale Foti, Edoardo Garrone, Umberto Marino, Massimo Mezzaroma, Roberto Zanzi, Giovanni Lombardi Stronati, Francesco Zadotti, Sergio Cassingena, Massimo Masolo e Dario Cassingena.

- Ezequiel Lavezzi dal San Lorenzo al Napoli (indagati i procuratori Luis Rossetto, Alejandro Mazzoni e lo stesso Lavezzi).

In questo modo, i club avrebbero ottenuto l'indebito vantaggio di poter dedurre dal reddito imponibile le parcelle pagate ai procuratori, beneficiando della detrazione dell'imposta sul valore aggiunto. Di norma, infatti, l'importo pagato dai club avrebbe dovuto essere denunciato come un reddito da imputare al calciatore, ma, così agendo, le società omettevano il pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali sul maggior reddito ascrivibile all'atleta. Ecco tutti i trasferimenti che coinvolgono il Napoli dei calciatori al centro dell'indagine della procura di Napoli e per i quali si ipotizzano presunte evasioni fiscali nell'avviso di conclusione delle indagini preliminari.

L'inchiesta denominata 'Fuorigioco' è condotta dai pm della procura di Napoli Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli.

Anche il calciatore argentino Ezequiel Lavezzi, che ha giocato nel Napoli dal 2007 al 2012, è tra gli indagati dai pm di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sugli illeciti tributari che ha portato al sequestro di beni per 12 milioni. Mesi dopo, i militari si sono presentati nelle sedi di una quarantina di società calcistiche per acquisire documentazione aggiuntiva.

IL "FRINGE BENEFIT". Gli investigatori parlarono di un "fenomeno generalizzato" nel calcio italiano, vale a dire la "progressiva ed esasperata" lievitazione degli oneri relativi agli ingaggi dei calciatori. E questo, era l'ipotesi investigativa, avrebbe fatto sì che nel tempo si determinasse una situazione di squilibrio gestionale sul piano economico-finanziario che potrebbe aver spinto le società a compiere illeciti fiscali. Procura e Gdf hanno esaminato i rapporti tra club, procuratori e giocatori alle modalità di trasferimento di questi ultimi; contratti e modalità d'inserimento nei bilanci dei giocatori; compravendite e diritti d'immagine e tv; attività di scouting e 'fringe benefit'.

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