Spagna: Rajoy rinuncia a formare il nuovo governo

Spagna Rajoy rinuncia a investitura ma resta unico candidato

A sorpresa, il leader popolare Mariano Rajoy respinge la proposta fatta da Re Felipe VI di formare un governo e riapre la partita politica dopo le elezioni del 20 dicembre scorso.

Nel corso della conferenza seguita all'incontro, Iglesias ha riferito alla stampa che è pronto a lavorare con il leader socialista per la creazione di una formazione di governo guidato da Pedro Sanchez e orientato a sinistra, con l'obiettivo di riprendere l'agenda e cancellare i tagli alla spesa sociale del governo conservatore a guida Rajoy di questi ultimi anni, reclamando contestualmente per sé il ruolo di vice-primo ministro e alcuni ministeri chiave per altri esponenti di Podemos.

Al termine delle consultazioni di re Felipe VI per dare un nuovo governo alla Spagna, tramonta quindi la possibilità di una grande coalizione tra popolari e socialisti.

Pablo Iglesias, leader di Podemos, si è detto disponibile ad appoggiare un esecutivo di centrosinistra-sinitra, con il Psoe e i comunisti di Izquierda Unida. La mossa ha lo scopo di prendere tempo, anche perché dal giorno del primo voto sull'investitura parte il conto alla rovescia: se in due mesi non si trova un governo si torna a votare. Ma il leader socialista non si tira indietro: "Se io e Pablo non ci mettessimo d'accordo, i nostri rispettivi elettori non capirebbero". Il leader di Podemos ha infine precisato che la Spagna onorerà i suoi debiti ma che il deficit andrà "ridotto più lentamente", rinunciando alle politiche di austerità. Podemos ha chiesto un referendum sull'indipendenza della Catalogna, cui i baroni del Psoe si oppongono duramente. Nel Congresso dei deputati non ci sono maggioranze chiare.

Il commento di Rajoy: "In questo momento non sono in grado di presentarmi all'investitura, non solo non ho una maggioranza a favore ma ho anche una maggioranza contro".

Un eventuale ingresso di Podemos nel governo suscita inoltre dubbi nella sinistra moderata e nel mondo economico, sintetizzata dal titolo di venerdì del lungo editoriale di El Pais, "Rajoy no puede, Sanchez no debe" ("Rajoy non può, Sanchez non deve").

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