Mafie: Don Ciotti, domani denunciamo pm Maresca

Mafie: Don Ciotti, domani denunciamo pm Maresca

"Qui non c'è don Ciotti, io rappresento un noi", ha aggiunto denunciando "l'equivoco che qualcuno vuole attribuire a don Ciotti la capacità di concentrare beni e potere economici". "Noi questo signore lo denunciamo domani mattina, abbiamo deciso di farlo". Ci sono molte cose da migliorare, ma attenzione a generalizzare, a dire che tutto non funziona o peggio che tutto è sporco, perché il rischio è di buttare via, con l'acqua sporca, anche il bambino, inculcando il cinismo e la rassegnazione, l'idea che in questo Paese è inutile impegnarsi perché non cambierà mai nulla. Libera ha comunque incassato l'immediata solidarietà del presidente della Commissione Rosy Bindi (Pd), secondo la quale le affermazioni di Maresca "sono offensive, assolutamente gratuite e infondate". Non è così. Ci sono pochissime cose assegnate a Libera: si tratta di una rete che può unire le cooperative e far fare un passo avanti nella gestione dei beni confiscati. "Questo nostro lavoro, di cui non mi sfugge la difficoltà - continua la Bindi - lo abbiamo intrapreso nell'ottica di rilanciare l'antimafia, non per delegittimarla". Difendere la sua dignità è difendere quella delle 1.600 realtà che ne fanno parte, diverse per riferimenti, storia, competenze, ma unite nell'impegno contro le mafie e la corruzione. "Io non ho rilasciato nessuna intervista neppure quando Panorama e altri giornali ci hanno gettato fango addosso - ha proseguito Ciotti -".

Don Luigi Ciotti denuncerà per diffamazione il pm Catello Maresca, il quale in una intervista accusa l'associazione "Libera" di albergare "persone senza scrupoli" e di aver acquisito "interessi di natura economica" simili agli interessi della mafia: "Registro e osservo che associazioni nate per combattere la mafia hanno acquisito l'attrezzatura mentale dell'organizzazione criminale e tendono a farsi mafiose loro stesse".

"Non si può demolire il percorso di Libera con una menzogna". Le accuse questa volta vengono da un pm antimafia. "Quando viene distrutta la dignità di migliaia di giovani è dovere ripristinare verità e chiarezza".

"Per la gestione dei beni confiscati Libera non riceve contributi pubblici, le convenzioni vengono stipulate solo per lo svolgimento delle attività statutarie". I finanziamenti riguardano solo progetti di formazione (e sono tutti rendicontati e messi a bilancio) e, quanto ai beni confiscati, Libera ne gestisce direttamente solo sei, piccoli appartamenti trasformati in sedi locali dell'associazione. "Libera è un coordinamento di 1600 associazioni che opera con oltre 5 mila scuole e ha protocolli con 64 facoltà universitarie". Così il capogruppo del Pd in Commissione Antimafia, Franco Mirabelli - Oggi però la mafia è cambiata: si mimetizza, sta nell'economia. C'è una comunanza di obbiettivi e di ideali, ma la gestione, l'amministrazione, la ragione sociale restano autonome: questo è bene chiarirlo una volta per tutte! L'Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati, sostiene, non riesce a espletare il compito: "A mio parere bisognerebbe incidere sulla normativa che prevede la destinazione dei beni confiscati, tenendo conto di quelli che possono e che devono avere un valore simbolico nella lotta alla mafia e quelli che invece non lo hanno e che vanno quindi venduti". "Possibile che un giudice in prima fila contro la mafia abbia pronunciato questo giudizio senza fondamenta?", si chiede oggi il consigliere comunale di Milano Carmine Abagnale come vicepresidente della Commissione antimafia a Palazzo Marino.

Ovviamente siamo terzi e imparziali rispetto all'intera vicenda, ma è anche vero che se Don Ciotti avesse messo in pratica il consiglio che Andrea Camilleri suggerisce nel libro "Voi non sapete", e cioè che la Mafia non si sconfigge con le parole, forse oggi i toni sarebbero più pacati.

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