Aiuti ONU a Madaya

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Come denunciano da più parti Save the children, Medici senza Frontiere, e varie fonti mediche locali a Madaya sono morte di stenti almeno 20 persone negli ultimi giorni. Il governo siriano si è impegnato a "permettere alle organizzazioni umanitarie di raggiungere Madaya, dove è previsto l'arrivo dei primi aiuti nei prossimi giorni". Si stima che circa 30.000 persone sono intrappolate nelle località assediate e che si sono viste obbligate a mangiare erba e amsottoporsi a interventi senza anestesia.

Un convoglio di aiuti che trasportano cibo e medicine per la disperata e bisognosa città siriana di Madaya, che ha subito un assedio paralizzante per sei mesi, è stato ritardato da complicazioni dell'ultimo minuto, come ha riferito sabato la BBC. Recentemente, una tregua è stata raggiunta a Zabadani che ha permesso l'evacuazione di centinaia di ribelli e delle loro famiglie, nell'ambito di uno scambio che ha portato alla partenza di civili sciiti assediati da forze anti-regime in due località nella provincia nord-occidentale di Idlib, Fuaa e Kafraya. Sono circa 40.000 le persone presenti in città, costrette a cibarsi di foglie e insetti. "In Madaya si vedeno camminare scheletri". L'operazione di consegna "non potrà iniziare prima per motivi logistici", ha detto all'agenzia stampa Dpa Pawel Krzysiek, portavoce in Siria per il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Icrc). La situazione è peggiorata con il freddo (Madaya si trova vicino al confine con il Libano, a 1.300 metri sul livello del mare): alcune persone che stavano cercando di recuperare della legna da ardere sono state uccise dai cecchini posizionati sopra una collina nel bosco a lato della città. Il 7 dicembre è stata lanciata una campagna su Facebook che si chiama #Respond e chiede che venga terminato l'assedio a Madaya: da diverso tempo circolano invece sui social network foto e video pubblicati dagli attivisti che mostrano le condizioni della città. "E' stato più un danno che un favore", commenta Ali Ibrahim. Mentre la Russia ha detto che prende di mira gli estremisti, compresi quelli affiliati al gruppo di Daesh, i gruppi per i diritti umani accusano Mosca di colpire i cosiddetti ribelli moderati, compresi quelli sostenuti dagli Stati Uniti e altri paesi occidentali, così come le infrastrutture civili. La cittadina ha ricevuto aiuti l'ultima volta a ottobre, ma da allora è inaccessible "nonostante numerose richieste", secondo una nota dell'Ufficio Onu per il coordinamento degli Affari umanitari.

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