Sindaco di Gela: io fuori da M5S? Nessun contatto

Messinese e assessori

Lo ha detto il sindaco di Gela, Domenico Messinese, annunciando il congedo degli assessori Pietro Lorefice, Ketty Damante e Nuccio Di Paola. I grillini siciliani hanno chiesto l'intervento dei vertici nazionali. Allontanati dal primo cittadino, pentastellato.

"I potentati economici che per decenni hanno condizionato la politica a Gela hanno fatto breccia anche sul sindaco, Domenico Messinese, che non rappresenta più il M5s". La presa di Gela per il Movimento di Grillo era stata una vittoria storica, anche perché arrivava nella città del governatore siciliano Rosario Crocetta, storica roccaforte del Pd, segnata dalla presenza ultracinquantennale del petrolchimico Eni. Messinese tuttavia è da mesi sotto osservazione dei vertici regionali e nazionali del Movimento. Ma lui si mostra sereno: "Se ho paura di essere espulso?" "Speravo che una rimodulazione delle loro competenze operative potesse dare nuovo vigore alle loro attività - ha continuato il primo cittadino - ma ho solo assistito ad un mandato inconcludente, troppo attento a criticare il lavoro altrui piuttosto che a far funzionare il proprio settore di competenza, in cui si sono registrate notevoli criticità".

In caso di espulsione è quindi pronto a dimettersi? "Finché potrò, rimarrò al servizio dei cittadini che mi hanno eletto". I numeri sono schiaccianti: hanno votato contro la parlamentare ribelle il 92,6% dei votanti. Ora la senatrice marchigiana ha un mese di tempo per decidere se ricorrere al comitato d'appello, come prevede il regolamento interno. Se sono stati latitanti per mantenere la libertà di gestione locale, bene, ma se è per abbandonare un sindaco che crede nel Movimento 5 stelle è un'altra cosa. "Ma questo modo di comportarsi non fa onore al Movimento, è un altro autogol".

Dura la replica della senatrice: "La rendicontazione è una scusa: il motivo della richiesta di espulsione nei miei confronti è molto più becero".

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