Il Professor Cenerentolo al cinema: la recensione del film di Pieraccioni

Il Professor Cenerentolo al cinema: la recensione del film di Pieraccioni

Il professore protagonista è Umberto (Leonardo Pieraccioni), un ingegnere che per evitare il fallimento della sua ditta di costruzioni ha tentato di rapinare una banca ma, da brava persona quale in fondo è, viene colto con le mani nel sacco e, mentre ai Soliti ignoti monicelliani perlomeno tocca un misero piatto di pasta e ceci al nostro 'cabarettista prestato al cinema' (come lui stesso si definisce) tocca scontare una pena di ben quattro anni presso il carcere della bellissima isola laziale, la cui prorompente bellezza dilaga anche dietro le sbarre, facendo sembrare la casa di detenzione più una colonia per bimbi disobbedienti che un carcere di massima sicurezza. Durante però la proiezione di uno dei suoi film, Umberto incontra Morgana (Laura Chiatti) una donna con il 25% di invalidità mentale che lo prende per un operatore culturale. Tra i due scocca la scintilla e Umberto, invece di optare per la sincerità, alimenta l'equivoco e inizia ad inventarsi mille modi per poter vedere la sua "fata" senza che lei si accorga che sia un carcerato costretto a rientrare in cella a mezzanotte, come un moderno Cenerello.

Pieraccioni due natali dopo.

Al secondo posto della giornata di venerdì si piazza Heart of the Sea - Le Origini di Moby Dick, l'incasso in questo caso è stato di 142 mila euro per un totale che sale ora a quota 2,9 milioni, si prospetta un avvicinamento alla soglia dei 4 milioni complessivi da qui a domenica sera.

Il film Il Professor Cenerentolo è una storia d'amore.

La prima mezz'ora di film regala siparietti e tempi comici azzeccati, grazie anche al montaggio di Patrizio Marone e attori come Flavio Insinna, Sergio Friscia, Davide Marotta, risultano perfetti per arricchire, con brio e colore, l'ennesima favoletta comica del regista toscano. Ma non è un tentativo riuscito.

A vent'anni dal suo esordio cinematografico, il regista de I Laureati decide di rimodulare il suo personaggio, accantonando la verve pungente che lo ha contraddistinto in questi anni per approcciarsi a un uomo più maturo, forse più realista, che osa mettere da parte i sogni e la faciloneria per aggrapparsi disperatamente e smodatamente alla contemporaneità. Perchè riscontriamo, purtroppo, che i difetti di Un fantastico Via Vai tornano pari pari ne Il professor Cenerentolo e possiamo sintetizzarli nella formula di una comicità davvero troppo tiepida.

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