La sindrome premestruale è una malattia: sfatiamo il mito del "capriccio"

La sindrome premestruale è una malattia: sfatiamo il mito del

A sostenerlo uno studio condotto dai ricercatori Shalini Maharaj e Kenneth Trevino, esperti del Southwestern Medical Center dell'Università del Texas, negli USA, e pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Psychiatric Practice.

In caso venisse chiesto a tutti gli uomini presenti sul pianeta Terra di alzare la mano destra qualora ritenessero l'esistenza della sindrome premestruale irreale almeno quanto quella degli Yeti, probabilmente, le braccia rimaste puntate verso il basso sarebbero talmente poche da non dover procedere con un conta dei voti, nemmeno in caso di cecità più assoluta degli scrutatori. Serve comprensione, non biasimo, come spiega la dottoressa Rossella Nappi, ginecologa, endocrinologa e sessuologa della Clinica Ostetrica e Ginecologica del Policlinico San Matteo di Pavia. "L'ipotesi è che da questo "fallimento" si scateni la sindrome premestruale: le quantità di neurotrasmettitori cerebrali come serotonina, dopamina e noradrenalina, coinvolti nel tono dell'umore, nella gratificazione, nello stato di allerta, si modificano e, a seconda della soglia di sensibilità, di ciascuna donna a queste alterazioni si hanno sintomi più o meno intensi".

La sindrome premestruale è una malattia: sfatiamo il mito del

Si parla di sindrome perché, oltre ad essere caratterizzata da sintomi e manifestazioni di tipo fisico (tensione mammaria e gonfiore al seno, dolori muscolari e crampi, gonfiore addominale e agli arti, stipsi, aumento di peso dovuto a ritenzione idrica), è necessario considerare tutte le ripercussioni a livello comportamentale e psicologico (cambi d'umore, ansia, insonnia, irritabilità ed aggressività, crisi di pianto immotivate e manifestazioni di tipo depressivo, stanchezza, mal di testa, emicrania, attacchi di fame incontrollabili con desiderio di alimenti dolci). Che dunque non va banalizzato dal partner. Arriva puntuale prima del ciclo. Molte volte ad essere colpita è anche la sfera emotiva, ecco allora che ci si può trovare alle prese con irritabilità, fame nervosa ma anche ansia e depressione. Infine, aggiungono gli autori dello studio, anche la dieta fa la sua parte: caffeina e bevande ricche di carboidrati semplici aiutano, così come fare esercizio, anche se non è ancora chiaro come e perché. A tante basta sapere di star facendo qualcosa per combattere il malessere per provarlo molto di meno: "la consapevolezza che i fastidi si ripresenteranno puntuali è un "innesco" potente dei sintomi, spezzare l'aspettativa spesso è sufficiente per stare meglio".

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